Il processo per la nascita dei primi Giochi Olimpici invernali non fu affatto semplice, infatti ci fu un lungo lavoro di intermediazione all’interno del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), guidato nei primi anni del ‘900 dal barone Pierre de Coubertin.
Inoltre ad inizio ‘900, le discipline sportive legate al ghiaccio e la neve erano considerate di secondo piano e vennero inizialmente relegate all’interno del programma dei giochi estivi. La prima a ritagliarsi uno spazio nelle IV Olimpiadi dell’Era Moderna, tenutesi a Londra nel 1908, fu il pattinaggio di figura. Una delle poche discipline in cui erano ammesse le donne, insieme a tennis e tiro con l’arco. Mentre, nel 1920, ad Anversa venne introdotto l’hockey su ghiaccio.

I Giochi Nordici
Oltre ad essere poco popolari, le discipline invernali erano per lo più di “competenza” dei Paesi del Nord-Europa. Dal 1901 in Svezia si svolgevano i Giochi Nordici organizzati con cadenza quadriennale dall’Associazione Centrale Svedese per la Promozione dello Sport (SCFIF). Il gruppo era guidato dal generale Viktor Balck, una delle figure di spicco del nascente movimento sportivo svedese a cavallo tra i due secoli insieme ad altri ufficiali militari di alto rango quali Sven Hermelin e Clarance von Rosen.
Balck era un militare svedese e un insegnante di ginnastica presso il Reale Istituto di Stoccolma, nei suoi viaggi all’estero aveva scoperto il mondo sportivo anglosassone e voleva diffonderlo anche in patria organizzandovi delle competizioni sportive agonistiche. Anche se lo sport non era così diffuso in Svezia perché all’epoca i primi club sportivi erano composti dalla classe media-alta della popolazione.
Dietro alle intenzioni di facciata di promozione dello sport, lo SCFIF aveva anche lo scopo di tessere i fili tra industria e potere organizzando grandi festival e progetti propagandistici. Emblema della intenzioni nazionalistiche e commerciali della SCFIF erano proprio i Giochi Nordici.
L’obiettivo era, da una parte, riunire l’intero popolo svedese attorno qualcosa di veramente nazionale, soprattutto dopo la separazione dalla Norvegia, avvenuta nel 1905. Dall’altra quello di far conoscere il nome delle Svezia all’estero grazie alle sua magistrale capacità di organizzare una settimana dello sport come nessun’altro creando un evento che corrispondesse ai Giochi Olimpici estivi e di conseguenza potesse attrarre turismo estero.

Il programma dei Giochi Nordici
I Giochi Nordici erano il primo evento multi-sportivo internazionale interamente dedicato agli sport invernali. Le discipline legate a ghiaccio e neve erano davvero parecchie c’erano infatti: sci alpino, salto con gli sci, skeleton, sci di fondo, combinata nordica, la vela su ghiaccio, lo skate sailing (una specie di wind surf su ghiaccio coi pattini), il pattinaggio di velocità, il pattinaggio artistico, l’hockey su ghiaccio, il curling, il bandy e le corse con i cani da slitta.
I Giochi comprendevano anche discipline che con la neve non avevano nulla a che fare come la scherma, la corsa equestre e il nuoto. Ma l’originalità dei Giochi Nordici non finiva qui infatti, c’erano anche lo skeleton trainato da cavalli, la caccia a cavallo, lo sci trainato da renne, altri sport militari, competizioni automobilistiche, le corse in mongolfiera, le corse con le slitte a pedali e la pulka.
Il tutto era accompagnato da un ricco programma di intrattenimento che aveva, come detto, l’obiettivo di attrarre turisti stranieri e unificare la popolazione svedese.
L’opposizione alle Olimpiadi Invernali
Nel frattempo nei primi anni del ‘900 stava crescendo il movimento olimpico guidato dal barone Pierre De Coubertin, e le Olimpiadi stavano riscuotendo sempre maggiore successo a livello internazionale. Sul fronte opposto la Svezia non voleva perdere il predominio sulle discipline invernali proprie dei Giochi Nordici, così Balck si oppose con fermezza alla possibilità di istituire delle Olimpiadi Invernali sotto l’egida del CIO.
I paesi del nord-Europa temevano che aprire al Comitato Olimpico avrebbe significato non solo la fine dei loro consolidati Giochi, ma anche la fine del dominio nordico sugli sport invernali. Dopo la pausa dovuta alla Prima Guerra Mondiale, i Giochi Nordici vennero disputati nel 1917 a Stoccolma come da programma.
Mentre, nel 1920, alle Olimpiadi di Anversa il pattinaggio artistico fu inserito nel programma con grande successo così come l’hockey su ghiaccio. Il movimento per il riconoscimento separato degli sport invernali a livello olimpico iniziò a crescere sempre più.

Le pressioni internazionali
Il lavoro diplomatico per organizzare le prime Olimpiadi Invernali fu enorme. I membri francesi, italiani, svizzeri e canadesi del CIO fecero pressione sugli altri membri per ottenerne il sostegno, nonostante le riserve di de Coubertin, amico del nazionalista Balck.
Ci vollero più di vent’anni prima di poterle istituire, infatti la prima proposta per organizzare dei Giochi Olimpiadi Invernali separati fu presentata il 18 maggio 1899 durante la riunione che istituì il Comitato Olimpico Ceco. La proposta fu avanzata da Josef Rössler-Orovský che chiese che le gare di sci si svolgessero nei Monti dei Giganti nell’ambito dei Giochi Olimpici francesi del 1900. Ne seguì una lunga corrispondenza tra Rössler-Orovský, de Coubertin e il dottor Jirí Guth-Jarkovský (un alto dirigente sportivo cecoslovacco), ma le competizione invernale non si concretizzò.
Alla sessione del CIO del 1909 a Berlino, una commissione composta dai due membri svedesi (Balck e von Rosen) aveva preparato un programma provvisorio standard per le future Olimpiadi invernali. Balck presentò la relazione ma tra gli sport veniva escluso il pattinaggio, l’unico sport invernale già rappresentato a Londra nel 1908.
L’intransigenza di Balck
Durante la successiva sessione del 1910 che si tenne in Lussemburgo, il reverendo Robert de Courcy-Laffan (GBR) chiese a Balck se gli sport invernali potessero essere inclusi nel programma olimpico del 1912, ma gli fu risposto che non era previsto nulla perché i Giochi Nordici erano in programma per l’inizio del 1913.
A seguito di dure proteste, Balck dichiarò che, se il CIO lo desiderava, avrebbe potuto preparare un programma di sport invernali nella successive edizione. Il Conte italiano Eugenio Brunetta d’Usseaux non soddisfatto della dichiarazione di Balck e suggerì che i Giochi Nordici del 1913 fossero trasformati in Giochi Olimpici e che il CIO fissasse l’anno olimpico dal 1° giugno 1912 al 31 maggio 1913. Ciò avrebbe significato che i Giochi estivi di Stoccolma avrebbero preceduto quelli invernali.
Questa mozione suscitò un vivace dibattito all’interno del CIO tra gli altri membri: Balck, Lord Desborough (GBR), il conte Clarence von Rosen (SWE), William M. Sloane (USA), de Courcy-Laffan (GBR), Jirí Guth-Jarkovský (Boemia), il conte A. F. Sierstorpft (GER) e il principe Leon Urussov (RUS).
Balck rimase tuttavia irremovibile e, fece valere la propria autorità come uno dei membri più influenti del CIO e presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Stoccolma, nonché presidente dell’International Skating Union dal 1894 al 1924. Se non si fosse opposto sarebbe stata la fine dei suoi amati Giochi Nordici. Mentre la Norvegia si opponeva perché aveva paura di perdere una della manifestazioni sciistiche più importanti dell’epoca: Festival sciistico di Holmenkollen.
Un passo alla volta
Il passo successivo verso l’istituzione di Giochi Olimpici Invernali separati avvenne durante il Congresso dei Comitati Olimpici Nazionali, tenutosi a Parigi nel giugno 1914 in cui diversi partecipanti sollecitarono nuovamente la nascita di una manifestazione olimpica. Stranamente, un rappresentante della Federazione Norvegese di sci suggerì l’inclusione delle gare sciistiche nel programma dei Giochi, in contrasto con la loro precedente politica intransigente contraria a tale idea. Anche altri paesi presentarono proposte simili al Congresso di Parigi.
Il Comitato Olimpico Austriaco presentò una mozione per adottare ufficialmente gli sport sul ghiaccio nel programma, dopo che l’Unione Austriaca di Pattinaggio aveva notificato questa proposta a tutti gli organi nazionali europei dell’ISU. Germania, Svizzera e Canada presentarono idee simili. Alla fine, fu deciso di includere il pattinaggio su ghiaccio, lo sci e l’hockey su ghiaccio nel programma olimpico.
Lo scoppio delle ostilità in Europa rimandò la pubblicazione del Congresso che uscì solo nel novembre del 1919. Una delle idee era quella di includere un programma di sci in concomitanza con le olimpiadi programmate a Berlino, nel 1916, nei pressi della Foresta Nera. La tesi era supportata dai rappresentanti di Austria, Germania e Norvegia con l’ovvia opposizione della Svezia, ma quelle Olimpiadi non vennero mai disputate causa il prolungarsi del conflitto mondiale.

Il Preludio di Anversa
Le prime Olimpiadi del dopo guerra furono quelle di Anversa, nel neutrale Belgio, nel 1920. Lì vennero introdotti come discipline olimpiche il pattinaggio artistico (per la seconda volta dopo Londra) e l’hockey su ghiaccio.
Il dibattito all’interno del CIO non era ancora concluso e nel Congresso Olimpico di Losanna, nel 1921, fu nuovamente affrontata la questione. La Norvegia rispetto alle posizione precedente fece un passo indietro a causa delle pressioni dell’Associazione Sciistica Norvegese che dichiarò che: “Se il Congresso Olimpico prenderà questa decisione contro la nostra volontà, annunciamo che in questi giochi non potrà contare sulla partecipazione dei paesi nordici“.
Mentre, il marchese francese Melchior de Polignac propose che: “In tutti i paesi in cui si sarebbero organizzati i Giochi Olimpici, dove fosse possibile, organizzare competizioni di sport invernali nello stesso anno, e che tali avrebbero dovuto essere poste sotto il patrocinio del CIO e organizzate in conformità con le regole delle associazioni sportive internazionali interessate“.
Il Congresso accettò la proposta, contro il volere di Pierre de Coubertin, aprendo finalmente le porte alle future Olimpiadi invernali. Nel 1922, in occasione del Congresso della Commissione Internazionale dello Sci, i delegati accettarono la decisione del Congresso Olimpico e iniziarono a definire le regole delle competizioni e a costituire una Federazione Internazionale dello Sci che nacque due anni più tardi in occasione della Settimana internazionale degli sport invernali a Chamonix.

La prova generale
Nel 1924, dal 25 gennaio al 4 febbraio, si disputò così la prima Settimana internazionale degli sport invernali a Chamonix-Mont-Blanc sul confine tra Francia e Valle d’Aosta. Alle competizioni parteciparono 258 atleti provenienti da 16 paesi, che gareggiarono in nove sport: bob, combinata nordica, curling, hockey su ghiaccio, pattinaggio di figura e di velocità, pattuglia militare (antenato del biathlon), salto con gli sci e sci di fondo.
La scelta di Charmonix avvenne proprio in considerazione della proposta di de Polignac, approvata dal CIO del 1921, ossia che la nazione ospitante dei successivi giochi olimpici (Parigi -Francia 1924) avrebbe ospitato distintamente anche una settimana per i giochi invernali sotto il patrocinio del Comitato.
La decisione di convertire la Settimana Invernale nelle prime Olimpiadi Invernali dell’era moderna arrivò due anni più tardi, il 6 maggio 1926. Alla 25ª sessione del CIO a Lisbona, 22 dei 24 membri del CIO votarono a favore di questa proposta.
La contemporanea fine dei Giochi Nordici
La scelta di istituire retroattivamente le prime Olimpiadi di Charmonix, fu certamente la principale causa per la dismissione dei Giochi Nordici, ma non l’unica. Infatti, sulla decisione influì anche la morte dell’ideatore Viktor Balck nel 1928.
Mentre all’interno del panorama sportivo svedese stava avvenendo una specie di rivoluzione per cui le due principali organizzazioni sportive, la Sveriges Riksidrottsförbund (SR) e SCFIF, raggiunsero un accordo nel 1930 in base al quale la SR assunse il controllo degli sport attivi e SCFIF invece era relegata a ruolo più passivo come semplice promotore dell’attività sportiva all’interno del Paese.
Un’altra causa fu direttamente connessa alle condizioni meteo. Infatti, gli ottavi Giochi Nordici, annunciati per il 1930, furono cancellati per la mancanza di neve.
L’enorme successo di Charmonix e quello dei Giochi Olimpici Invernali del 1928 di Saint Moritz, oltre ai primi Campionati FIS del 1926 contribuirono a far diminuire notevolmente l’interesse per i Giochi Nordici che ancora oggi sono considerati l’antenato delle moderne Olimpiadi Invernali

