Oltre la solita narrazione sportiva

Le Prime Olimpiadi Italiane: Cortina 1956

Le Prime Olimpiadi Italiane: Cortina 1956

CategorIes:

By

·

4–7 minuti

I primi giochi olimpici in Italia si svolsero a Cortina d’Ampezzo nel 1956. Furono le Olimpiadi simbolo del miracolo economico italiano e della televisione con la RAI che trasmise per la prima volta le immagini in Eurovisione.

L’Italia, in passato, aveva già avuto la possibilità di ospitare le Olimpiadi sul proprio territorio. Fu proprio il barone De Coubertin ad appoggiare la candidatura di Roma, dicendo che solo la capitale italiana avrebbe restituito il fascino antico dei Giochi. Quel fascino perso nelle olimpiadi di Parigi e Saint Louis, del 1900 e 1904, che nello stesso anno ospitarono anche le Esposizioni Universali

Nel 1904, il CIO scelse Roma per i Giochi Estivi della IV Olimpiade del 1908, ma poi furono spostati a Londra a causa delle difficoltà finanziarie dell’allora Regno d’Italia. Il Governo italiano, guidato all’epoca da Giovanni Giolitti, rinunciò ufficialmente a causa dell’eruzione del Vesuvio del 1906. Il disastro naturale aveva ridotto al lastrico le finanze italiane già appesantite dai grandi progetti infrastrutturali dell’Italia di inizio secolo quali: il traforo del Sempione che doveva essere il biglietto da visita per l’Expo dei Trasporti di Milano nel 1906, lo sviluppo di una rete ferroviaria unificata, l’acquedotto pugliese e gli incentivi statali alla crescita della grande industria siderurgica e meccanica alla base per la nascita del Triangolo Industriale.

Le Olimpiadi erano un lusso che l’Italia non si poteva permettere perciò fu sciolto il Comitato Olimpico romano. Si dovette aspettare 50 anni prima di vedere i primi giochi in Italia.

Le opportunità mancate

Altre tre candidature della Capitale avvennero in epoca fascista: agli albori nel 1924, quando il barone Pierre de Coubertin ottenne che i Giochi si svolsero a Parigi per celebrare il trentennale del Cio. L’altra candidatura di Roma fu per le Olimpiadi del 1936, assegnate alla Germania nazista come vetrina del regime. Opportunità a cui ambiva anche Benito Mussolini per i Giochi del 1940. Il Duce, però, ritirò nel 1935 la candidatura a favore del Giappone per mantenere saldo l’Asse politico che univa Tokyo a Berlino.

Ma quelle Olimpiadi non si svolsero mai a causa dello scoppio Seconda guerra sino-giapponese (1937-1945) e, dopo la riassegnazione a Helsinki, del seguente conflitto tra Unione Sovietica e Finlandia la cosiddetta Guerra d’Inverno (novembre 1939 – marzo 1940).

Poi a causa il perdurare della II Guerra Mondiale, Mussolini non ebbe più la possibilità di ospitare i giochi olimpici sul territorio italiano, come fece Hitler con quelli di Berlino, anche se fu proprio Cortina d’Ampezzo ad essere scelta dal CIO, nel 1939, come sede per le competizioni invernali del 1944 superando la concorrenza di Oslo e Montreàl. Tuttavia, ancora una volta, quelle Olimpiadi non si svolsero mai. Le attività olimpiche ripresero solo ad armi ferme nel 1948 e assegnati per acclamazione a Saint-Moritz in Svizzera. La località dell’Engadina venne scelta, in primis, perché aveva già ospitato i giochi, nel 1928, e aveva gli impianti pronti. Poi perché il Comitato olimpico aveva deciso che i Giochi (invernali e estivi) del ’48 avrebbero dovuto essere ospitati da una nazione neutrale (la Svizzera) e una vincitrice della guerra (la Gran Bretagna).

Mentre i successivi giochi estivi del 1952 si svolsero a Helsinki che avrebbe dovuto ospitarli nel 1940, e quelli invernali a Oslo in Norvegia. Quest’ultima aveva subito la pesante invasione dalla Germania nazista (1940) e aveva bisogno di finanziamenti ed infrastrutture per far ripartire la sua economia.

Cortina d’Ampezzo 1956

Nel 1949, l’Italia venne finalmente scelta per ospitare i giochi olimpici. Come la Norvegia, il Bel Paese era uscito con le ossa rotte dalla Seconda Guerra Mondiale e aveva bisogno di ulteriori finanziamenti per ripartire sul piano industriale e infrastrutturale dopo quelli già elargiti dal Piano Marshall (1948-1952). L’evento sportivo internazionale aveva lo scopo di rilanciare l’immagine dell’Italia agli occhi del Mondo. Una Repubblica democratica che aveva superato il fascismo e aspirava a diventare economicamente forte a livello internazionale. Le Olimpiadi fecero, infatti, da vetrina a quel nuovo Stato, figlio del cosiddetto “miracolo economico”.

Inquadratura della postazione dell'Istituto Luce numero 20; un cineoperatore ed un tecnico contrallano il campo di ripresa

Il mezzo per farlo al meglio erano le televisioni che proprio in quegli anni si stavano diffondendo su scala mondiale. La televisione di Stato, la RAI, non si fece sfuggire l’opportunità e trasmetté per la prima volta un evento olimpico in diretta video. Le immagini in eurovisione arrivarono nelle case di sette nazioni europee oltre l’Italia: Belgio, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Svizzera.

Guido Caroli al fianco del braciere olimpico

Tutto era pensato in funzione televisiva: gli stadi e le gare vennero predisposti in modo che la luce del sole non entrasse nell’obiettivo della videocamera. Il tedoforo dell’ultima frazione Olimpica, Guidi Caroli, subì a sue spese le conseguenze del nuovo mezzo di comunicazione. Si narra, infatti, che incespicò in un cavo televisivo durante il percorso verso l’accensione della fiamma olimpica sul tripode di Cortina.

Le immagini della prime Olimpiadi Italiane vennero poi diffuse in un documentario di successo dell’Istituto Luce intitolato Vertigine Bianca realizzato da Giorgio Feroni. I Giochi di Cortina gettarono così le basi della futura diretta sportiva televisiva.

L’importanza politica delle Olimpiadi di Cortina

Ai giochi di Cortina 1956, dopo quelli estivi di Helsinki del 1952, parteciparono anche gli atleti dell’Unione Sovietica nonostante le glaciali temperature delle relazioni internazionali dovute all’acuirsi della Guerra Fredda.

La presenza degli atleti sovietici a Cortina si fece sentire infatti, strapparono la vetta del medagliere – con 16 medaglie – ai paesi scandinavi che detenevano un assoluto primato negli sport invernali. Esordirono, inoltre, nel programma olimpico anche altri due paesi: la Bolivia e l’Iran. Per la prima volta, inoltre, partecipò la squadre delle “due Germanie” (est e ovest) unite nella “Squadra Unificata Tedesca“.

Un’altra importante novità per l’epoca fu che per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, una donna, la sciatrice italiana Giuliana Minuzzo pronunciò il giuramento olimpico:

“Noi giuriamo di partecipare ai Giochi Olimpici come concorrenti leali e rispettosi dei regolamenti che li reggono e desiderosi di gareggiare con spirito cavalleresco, per l’onore del nostro paese e la gloria dello sport.”

Tutte le delegazioni sono schierate in pista

Alle Olimpiadi Di Cortina parteciparono ben 32 nazioni che gareggiarono in 8 discipline stabilendo il record di 24 competizioni in totale: Bob, Combinata nordica, Hockey su Ghiaccio, Pattinaggio di Figura, Pattinaggio di Velocità, Salto con gli sci, Sci alpino e Sci di Fondo.

La partecipazione di nazioni provenienti dai due schieramenti opposti nella Guerra Fredda fece di Cortina un’eccezionale oasi di pace all’ombra delle Dolomiti. Peccato che lo spirito olimpico non si diffuse in una riconciliazione a livello globale, di lì a poco infatti ci furono prima la crisi di Suez e poi la rivoluzione ungherese che inasprirono ancor di più le tensioni tra Usa e Urss.


Scopri di più da OLTRE LO SPORT

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere